Neurochirurgia vertebro-midollare

a cura del Dr. Vincenzo Scaglione- Responsabile UOS Neurochirurgia vertebro-midollare

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Ernie discali

Le ernie discali sono per lo più manifestazioni patologiche della malattia artrosica. Possono insorgere in tutte le regioni della colonna vertebrale. Le più frequenti e conosciute sono quelle lombari, ma si possono formare anche a livello cervicale e dorsale.

Lo spazio tra due corpi vertebrali è occupato dal disco intervertebrale, un cuscinetto di ammortamento semiliquido (nucleo polposo) tenuto al suo posto da potenti ligamenti (anulus). La causa più frequente per cui origina un ernia è la degenerazione del disco su base artrosica, che determina cedimenti e fenestrazioni dell'anulus. Si parla di ernia, quando il nucleo polposo penetra nello spessore dell'anulus o lo oltrepassa.

Se il materiale erniato incontra una struttura nervosa, questa va incontro a sofferenza, che si manifesta, per lo più, con disturbi dolorosi e perdita della funzione. I sintomi variano secondo la struttura nervosa coinvolta. Il coinvolgimento della struttura nervosa classicamento è reputato essere legato alla compressione che l'ernia esercita su di essa, ma le cose non stanno sempre così. Una forte influenza nello sviluppo, soprattutto, del dolore radicolare, è legato a fattori tossico-irritativi del nucleo polposo.

Il disturbo più caratteristico è il dolore irradiato a partire della colonna: se l'ernia è cervicale l'irradiazione avviene all'arto superiore (brachialgia), se l'ernia è dorsale il dolore è lungo il decorso delle coste (algia intercostale), se l'ernia è lombare l'irradiazione è all'arto inferiore (sciatalgia o cruralgia).

La perdita di funzione consiste, nei casi più gravi, in alterazione dei riflessi e paralisi.

La diagnosi di ernia del disco viene confermata con la TAC o la Risonanza magnetica. L'elettromiografia indica quale è la struttura nervosa coinvolta e il suo grado di sofferenza.

L'intervento viene effettuato quando i segni di sofferenza delle strutture nervose sono importanti e/o quando il dolore non cessa, nonostante un periodo prolungato di terapie mediche e fisiche. L'indicazione all'intervento deve essere attentamente vagliata, anche perchè la cause di dolore, oltre l'ernia, sono molteplici e, non necessariamente, la presenza di ernia coincide con la necessità di un intervento.

la diagnosi è corretta? La prima impressione non è sempre la giusta diagnosi !!!

ernia discale lombare - operare o non operare ???

L'intervento consiste nella rimozione dell'ernia con liberazione delle strutture nervose. In caso di non indicazione all'intervento sono a disposizione altri efficaci metodi terapeutici per lenire il dolore.

Gli interventi variano secondo la sede dell'ernia. Si preferiscono quelli che, a parità di efficacia, sono meno invasivi utilizzando accessi al microscopio, endoscopici o percutanei. La scelta dell'intervento varia, comunque, secondo la sede dell'ernia, il grado di artrosi associato, la presenza di instabilità vertebrale, le caratteristiche del paziente.

vedi le considerazioni da fare prima di stabilire l'indicazione all'intervento

come evolve l'ernia discale con il passare del tempo (storia naturale dell'ernia discale)?

Molte ernie, specie se estruse, vengono riassorbite, in parte o del tutto, dopo 6 mesi -1 anno. Altre persistono nel tempo. La presenza di ernia non deve accompagnarsi necessariamente a sciatalgia. Esistono molte ernie asintomatiche che non hanno mai dato disturbi. Una sciatica con il persistere dell'ernia, tuttavia, può recidvare a distanza di tempo dopo un periodo di completo benessere.

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ultima modifica 20.04.2014

 

 

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