Neurochirurgia vertebro-midollare

a cura del Dr. Vincenzo Scaglione- Responsabile UOS Neurochirurgia vertebro-midollare

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Che fare per l'ernia del disco ?

Operare o non operare?

 

Ernia lombare e sciatica - che fare? Farsi un'idea in 30 secondi:

Riportiamo volentieri la risposta del Prof. Confalonieri ad una giovane donna al nono mese di gravidanza affetta da sciatalgia ed ernia discale lombare, apparsa su "Salute" di Repubblica del 06.02.2003. Abbiamo preso spunto da questo articolo, che condividiamo, per darvi a colpo d'occhio una giusta visione del problema" ernia lombare". Se volete approfondire alcuni aspetti cliccate sulle parti di testo evidenziate e vi rimandiamo ad altri (nostri) elaborati sull'argomento:

Il problema dell'ernia del disco lombare non è di semplice soluzione, né generalizzabile. Ogni paziente è un caso a sé e noi dobbiamo sforzarci di curare le persone e non la patologia. Detto questo, che vale per tutti i problemi di salute, non solo per l'ernia, ci sono delle regole generali. L'ernia del disco è una malattia che si autoestingue, nel senso che tende, nel tempo, a "guarire", anche diminuendo di volume.

Però il problema rimane, perchè il tempo non è certo breve e il dolore acuto. Non solo, l'ernia, in alcuni casi, può portare ad un danno neurologico importante degli arti inferiori. Ed allora, cosa fare? Dipende dal tipo della patologia (protrusione, bulging disk, stenosi del canale, ernia espulsa, intraforaminale, ecc.), dal grado di sofferenza che crea, dall'attività del paziente, dalle patologie associate, ossee o di postura.

In fase acuta la terapia medica con anti-infiammatori, miorilassanti e, nei casi paralizzanti, cortisone, è il primo rimedio. Dopodichè, svolte tutte le indagini del caso, con la conferma di un'ernia che preme sui tessuti nervosi, se il dolore persiste, associata a disturbi neurologici, l'intervento si impone. Magari, con le nuove tecniche meno invasive, ma sempre rivolto all'asportazione del tessuto erniato. Oggi, però, se ne operano sempre meno. Vuoi perchè, spesso, la risposta ai farmaci calma il dolore, vuoi per la diffidenza a farsi aprire la schiena per un intervento che, a volte, anche se ben eseguito, a distanza di tempo dà qualche problema di recidiva o disturbo nei livelli vicini.

Pertanto, passata la fase acutissima, si mettono in campo diverse terapie che possono alleviare il dolore e aiutare la patologia a fare il suo corso. Ecco che, la terapia fisica, con trazioni lombari, massaggi, ginnastica specifica e stimolazioni elettriche, ancora oggi può avere il suo ruolo. Parimenti alla correzione dei difetti di postura, alla chiropratica (attenzione ai praticoni, magari non medici, che possono peggiorare il quadro sintomatologico), all'osteopatia e all'agopuntura. C'è una risposta individuale ad ogni tipo di terapia e, per questo, va ricercata la migliore. ...

 

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ultima modifica 15.12.2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Utilissima la somministrazione dei farmaci anti-infiammatori mediante infiltrazioni anestetiche loco-regionali medicate, che vengono mirate sulla lesione o le strutture nervose che da essi si propagano. La somministrazione è unica, o ripetuta dopo 14-20 giorni, e si può applicare con attenzione e limitazioni anche a pazienti diabetici e con ulcera peptica.

Utili anche le fisioterapie.

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ultima modifica 20.04.2014

 

 

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