Neurochirurgia vertebro-midollare

a cura del Dr. Vincenzo Scaglione- Responsabile UOS Neurochirurgia vertebro-midollare

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Instabilità vertebrale lombare su base degenerativa

Con il crescere dell'età le articolazioni, ossia le giunture tra le vertebre, subiscono delle modificazioni degenerative, dette anche da artrosi, che ne alterano struttura e funzionamento.

Le vertebre lombari si articolano tra di loro mediante

  • il disco intervertebrale (una giunzione dotata di meccanismo di assorbimento e distribuzione del carico posta nella parte anteriore della vertebra)

  • le articolazioni apofisarie (facet joints - destra e sinistra - situate nella parte posteriore della vertebra)

Queste giunture consentono i movimenti della colonna, la flessione, estensione e rotazione.

Il disco intervertebrale con l'invecchiamento dell'individuo va incontro a disidratazione con riduzione del suo spessore. Diminuisce l'altezza del disco e quindi la distanza tra le due vertebre cui è interposto. L'anulus, che aderisce saldamente ai bordi dei corpi vertebrali, si piega e protrude oltre i bordi dei corpi vertebrali.

La riduzione in altezza del disco, posto nella parte anteriore della vertebra, comporta per le articolazioni apofisarie, poste nella parte posteriore della vertebra, un maggiore carico al quale non sono predisposte. Usura delle cartilagini e aumento della lassità ligamentosa (microinstabilità) determinano infiammazione dell'articolazione che si manifesta al paziente come dolore alla schiena.

A lungo andare i ligamenti, che tengono insieme le vertebre in corrispondenza delle articolazioni, vanno cedendo e l'ampiezza dei movimenti consentiti dalle giunture colpite aumenta in maniera anomala. L'organismo reagisce, cercando di bloccare i movimenti esagerati, apponendo tessuto osseo, come per rafforzare le giunture. Le articolazioni si ingrandiscono e si deformano.

L'ingrandimento delle articolazioni a livello della colonna vertebrale può avere conseguenze sul sistema nervoso. Dato che le articolazioni fanno parte della parete esterna del canale midollare e della parte posteriore del canale radicolare, il loro ingrandimneto restringe progressivamente questi due canali potendo determinare sindromi neurologiche (sindrome da stenosi canalare, sciatalgia).

L'osso che si forma lungo i bordi delle superfici articolari assume alle radiografie l'aspetto di veri e propri speroni (osteofiti). Quando gli speroni provvenienti dalle superfici articolari contrapposte si incontrano, si possono formare ponti ossei che bloccano l'articolazione. Altre volte il cedimneto progressivo dei ligamenti comporta lo scivolamento di una vertebra rispetto all'altra (spondilolistesi degenerativa).

Vedi cascata degenerative del rachide e artrosi vertebrale

Terapia

  • terapie mediche (FANS, cortisone per via locale)

  • terapia chirurgica (blocco del movimento anomalo che si istaura tra le vertebre)

    Solo dalla fine degli anni '90 si è osservato un cambiamento dell'impostazione chirurgica.

    • Inizialmente l'intervento era concepito a saldare le due vertebre attigue tra di loro per abolire qualsiasi movimento anomalo (stabilizzazione mediante fusione)

    • Adesso una nuova filosofia chirurgica cerca di abolire i movimenti eccessivi anomali tra le vertebre conservando la mobilità normale delle articolazioni (stabilizzazione dinamica ).

Per avere ulteriori dettagli sui vari tipi di intervento vedi scaletta degli interventi sui dischi e l'articolo instabilità cosa fare: fondere o non fondere?.

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ultima modifica 26.01.2014

 

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