Neurochirurgia vertebro-midollare

a cura del Dr. Vincenzo Scaglione- Responsabile UOS Neurochirurgia vertebro-midollare

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Stenosi canalari

Con il termine di stenosi canalare, ossia restringimento del canale, si intendono quelle condizioni, nelle quali si realizza un restringimento del canale spinale o foraminale.

Il restringimento del canale spinale o foraminale al di sotto di un determinato diametro determina un conflitto con il suo contenuto, la radici nervose o il midollo spinale.

Il termine stenosi canalare è usato, abitualmente, quando le cause sono congenite, malformative, degenerative o metaboliche, anche se un restringimento del canale si verifica pure in condizioni infiammatorie, infettive, neoplastiche e traumatiche. Le forme più frequenti di stenosi sono quelle su base artrosica e congenito/artrosica.

I principali disturbi accusati dal paziente dipendono dal tratto di colonna interessato dal restringimento; in genere si sviluppano lentamente nel corso di alcuni mesi:

  • stenosi del canale foraminale

    • cervicale (brachialgia)

    • dorsale (dolore intercostale)

    • lombare (cruralgia. sciatalgia)

  • stenosi del canale spinale

    • cervicale (riduzione progressiva della forza agli arti inferiori e alle mani, impellenza e poi ritenzione urinaria)

    • dorsale (riduzione della forza arti inferiori, impellenza e poi ritenzione urinaria)

    • lombare (riduzione progressiva della distanza che riesce a deambulare senza avere dolori e parestesie alle gambe e/o doversi fermare)

La diagnosi viene fatta sulla scorta della TAC e RMN. L'esame elettromiografico serve per escludere alcune malattie degenrative del sistema nervoso (p.e. la sclerosi laterale amiotrofica) che hanno un quadro clinico di esordio simile alle stenosi canalari cervicali e dorsali.

Le terapia è chirurgica e consiste nell'allargare il canale spinale ristretto in modo da dare spazio sufficiente al suo contenuto.

Nelle forme su base artrosica degenerativa in fase iniziale la terapia è diretta verso la microinstabilità secondaria alla disidratazione del nucleo polposo. Nelle altre forme di stenosi l'intervento consiste nella decompressione del canale, classicamente la foraminotomia o laminectomia associata al trattamento di eventuali instabilità associate.

In base ai criteri della minimal invasive surgery a livello cervicale si preferisce la laminotomia "open door" o, in casi particolari, la somatectomia multilivello.

A livello dorsale e lombare sono stati proposti interventi che salvano parte delle lamine e i processi spinosi assieme ai loro ligamenti nel proposito di ridurre al minimo il rischio di instabilità derivante da estesi interventi demolitivi.

  • applicazione di spaziatori interspinosi (intervento percutaneo, che consente un millimetrico allargamento del canale attraverso la messa in tensione dell'anulus e delle capsule articolari apofisarie; può essere un approccio iniziale nei pazienti con stenosi meno severe prevalentemente legate a tessuti molli, soft stenosis, o in pazienti che per le condizioni generali mal sopporterebbero un intervento più invasivo quale la laminectomia)

  • laminectomie uniportale (si approccia il canale spinale praticando la laminectomia soltanto da un lato e risparmiando processi spinosi e lamine controlaterali)

La prognosi per quanto riguarda la ripresa funzionale è nel complesso favorevole (arresto del peggioramento neurologico o ripresa neurologica e guarigione). Si è visto, che il risultato utile ottenibile è inversamente proporzionale alla durata e gravità dei disturbi pre-operatori. Tuttavia, nelle malattie degenerative evolutive, come l'artrosi, un certo numero di pazienti presenta recidiva a distanza di anni.

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ultima modifica 26.01.2014

 

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