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UNITA' OPERATIVA DI NEUROCHIRURGIA |
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dall'esame rm rachide cervicale risulte due ernie in C5-C6 con riduzione in altezza dello spazio intersomatico con associata ampia erniazione discale posteriore mediana transligamentosa responsabile di evidente impronta sulla corda midollare.In C6-C7riduzione in altezza dello spazio intersomatico con erniazione discale posteriore mediana che impronta la corda midollare.Cosa mi consiglia di fare?Grazie.
risposta
E' esperienza comuna ai chi si occupa di chirurgia vertebrale di riscontrare
frequentemente ernie cervicali come reperto occasionale in soggetti, che hanno
fatto una RMN cervicale per altri motivi. Queste persone molte volte non presentano
alcun sintomo o disturbo correlabile all'ernia. Inoltre è esperienza
comune, che molte volte alcuni tipi di ernia si riducono spontaneamente di
volume con il passare dei mesi. Quindi la decisione di operare l'ernia dipende
dai risultati della visita, sia per quanto riguarda i sintomi che per quanto
rigiarda l'esame neurologicodel paziente, e dall'analisi attenta del tipo
di ernia, se molle o associata ad osteofiti, se mediana o paramediana, se
associata a segni di sofferenza midollare e tant'altro. In alcuni casi, anche
se non vi sono sintomi espliciti nè segni di soffernza del midollo
può essere opportuno rimuovere l'ernia come intervento di prevenzione,
in quanto nel caso si dovesse andare incontro ad un trauma cervicale potrebbero
sorgere serie complicazioni.
Qundi il mio consiglio è di rivolgersi ad un serio neurochirurgo esperto
di colonna vertebrale che discuterà con lei gli aspetti che caratterizzano
il suo caso e le migliori soluzioni da adottare, siano esse chirurgiche o
non.
Quest'estate mia moglie è stata ricoverata presso uno degli ospedali di xxxx a causa di uno svenimento e continui capogiri. I medici hanno diagnosticato la presenza di due ernie cervicali. Malgrado le cure i problemi persistono. Cosa fare?
risposta
La patologia del rachide cervicale raramente è responsabile
di capogiri, anche se molto spesso si tende ad attribuirle questa responsabilità,
specie se i sintomi accusati dai pazienti non sono guariti con le comuni terapie
o se non si è trovato "nulla" ai comuni esami eseguiti per
studiare l'orecchio.
Tenga conto, peraltro, che le ernie cervicali sono un frequente riscontro
occasionale in persone che eseguono risonanze cervicali per altri motivi e
che non accusano sintomi della sfera cervicale. Quindi il riscontro di ernie
cervicali non autorizza ad attribuire loro la reponsabilità delle vertigini.
Inoltre, il termine ernia è molto vago: si può andare dalle
semplici sporgenze erniarie senza altre conseguenze a forme di ernie voluminose
che magari comprimono il midollo. Le informazioni da lei fornite sono vaghe.
Queste sono considerazioni a carattere generale da fare prima di eseguire
interventi per sintomi abitualmente non correlazionati con determinate patologie.
Si rischia di fare un bell'intervento, peraltro routinario nella maggioranza
dei centri specializzati, senza risolvere il problema della paziente. In questi
casi è importante valutare accuratamente l'orecchio, la circolazione
cerebrale e il cervello con gli opportuni esami.
Mio padre soffre di Artrosi cervicale acuta. E' possibile intervenire chirurgicamente?
risposta
Il termine artrosi cervicale acuta è troppo vasto per consentire una risposta. Intanto, l'artrosi cervicale è una malattia degenerativa cronica. Puo succedere che la strutture degenerate vadano incontro a processi infiammatori acuti. In tal caso si pratica abitualmente una terapia medica. Possono fare eccezione i processi acuti sovrapposti di natura infettiva, neoplastica o inseriti in un quadro di cervicalgia cronica, ecc che potrebbero beneficarsi anche di terapia chirurgica. Per la definizione delle terapie opportune per il suo familiare è quindi necessario prendere visione della documentazione esistente e la visita.
Ho 51 anni. Soffro da 7 anni di dolori al collo lato dx. Ho tre protusioni a livello cervicale per le quali mi sono sottoposto a tutte le terapie del caso (mesoterapia, cortisone, ozono terapia paravertebrale, chiropratica, laserterapia, ipertermia, radio frequenza pulsata ). Si abbassa la soglia del dolore ma la contrattura resiste a qualsiasi trattamento. E' possibile praticare l'ozono terapia intradiscale?
risposta
Le protrusioni discali cervicali sono un riscontro occasionale
comune in risonanze magnetiche eseguite per motivi diversi dai dolori al collo.
Ossia, queste persone non hanno alcun disturbo cervicale nonostante la presenza
delle protrusioni.
Quindi non dobbiamo curare l'immagine, ma capire cosa sta alla base dei suoi
dolori. Il riconoscimento dei generatori di dolore inizia da una visita accurata,
alla quale seguono gli accertamenti utili a inquadrare e confermare il problema.
Le terape che lei ha elencato verso quale bersaglio sono state dirette?
Fermo restando che la ozonoterapia intradiscale peggiora la statica dei dischi
sofferenti, mi sembra opportuno che dopo così tanti insuccessi si riveda
la diagnosi.
mi sono fratturato il processo spinoso di c6 più di due mesi fa e a tutt'oggi la frattura non si è saldata ed è rimasta invariata. Un neurochirurgo mi ha ordinato di togliere il collare. Nessuno si spiega come mai non si sia saldata e mi hanno prospettato un intervento dove si dovrebbe buttare il processo spinoso. Non so più cosa fare e vorrei un consiglio.
risposta
Le fratture isolate del processso spinoso di C6, ossia non associate
ad altre lesioni della vertebra, abitualmente non necessitano di trattamento
chirurgico. Quando, come accade frequentemente, la frattura è diastasata,
ossia i capi di frattura sono molto distanziati, non avviene la formazione
del callo osseo. Eseguiti gli accertamenti atti ad escludere l'esistenza di
lesioni ligamentose (rx dinamiche e risonanza magnetica), che possono comportare
instabilità, si può rimuovere il collare cervicale.
Quanto affermato, ovviamente, ha carattere generico e potrebbe non essere
valido nel suo caso. Per stabilire la terapia più opportuna per lei
è necessario visitarla ed esaminare la sua documentazione radiologica.
A seguito di un incidente stradale ho effettuato una risonanza magnetica dalla quale è risultato che sono affetta dalla sindrome di Arnold - Chiari. Faccio presente di essere affetta anche da spina bifida e, da come ha detto il medico, la sindrome può verificarsi in persone affette da spina bifida. Vi chiedo, cosa comporta questa malformazione? Mi è stato detto ed ho letto sui vari siti internet che è molto rara e in alcuni casi ci si deve sottoporre ad un'intervento chirurgico, macosa và a toccare e danneggiare? Io ho 33 anni e, quindi, essendo questa una malformazione genetica convivo con lei dalla nascita e non ho mai accusato disturbi particolari che> potessero far percepire la sua esistenza. Si qualche giramento di testa, ma chi non lo ha, offuscamento della vista ma sfido chiunque dopo 8 oredi lavoro davanti al pc a non averli. Dunque cosa mi devo aspettare? Questa sindrome potrebbe comportare problemi in futuro o resterà li ebasta?
risposta
Semplicisticamente possiamo dire, che la sindrome di Arnold-Chiarie
è dovuta ad un insufficiente sviluppo volumetrico dello scompartimento
all'interno del cranio (contenitore), in cui si trovano cervelletto e tronco
cerebrale (contenuto), che invece crescono normalmente. Questo comporta lo
spostamento di parte del cervelletto nel canale midollare cervicale attravreso
il forame magno alla base del cranio.
Ne esistono diversi gardi di severità. Abitualmente nelle persone con
nessuno o pochi sintomi si riscontra il grado I, quello in cui si ha l'erniazione
soltanto delle tonsille cerebellari, formazioni antomiche che si trovano appunto
in prossimità del forame magno, che possono arrivare anche a scendere
fino alla seconda vertebra cervicale.
I sintomi derivano dal fatto che le tonsille cerebellari vanno a incunearsi
in uno spazio, in cui già c'è un "leggitimo" occupante:
il midollo cervicale. L'erniazione può essere tollerata dal midollo,
anche per tempi molto lunghi, senza disturbi, ma può anche causare
vertigini, cefalea, paralisi motorie o dei nervi cranici, ecc. Un'altra complicazione
è la siringomielia, ossia la formazione di cavità all'interno
del midollo. In presenza di sindrome di Arnold-Chiari va studiato anche il
midollo cervicale e dorsale.
Per decidere cosa fare nel suo caso è necessario che si sottoponga
a visita per rilevare eventuali anomalie nascoste ed esaminare la sua documentazione
(potrebbe avere una sindrome minima).
L'intervento è abbastanza semplice (in termini neurochirurgici) e consiste
nell'allargare lo scompartimento cerebellare ristretto rimuovendo una porzione
di osso occipitale e di una o più vertebre cervicali in modo da fare
spazio, associando al bisogno una plastica decompressiva della dura madre.
DA POCO TEMPO SONO A CONOSCENZA DI ALCUNI DISTURBI DI MIA SUOCERA, CON LA QUALE HO UN OTTIMO RAPPORTO. DA QUANTO HO CAPITO, LEI SOFFRE DI UN RESTRINGIMENTO (STENOSI) DEL CANALE MIDOLLARE, COMPORTANDOLE MALI CHE DA ANNI SI TRASCINA. LEI E' UNA DONNA FORTE, E HA SEMPRE CERCATO DI NON FARCI PARTECIPI DEL SUO DOLORE. LO SCORSO HANNO E' RIMASTA PERFINO BLOCCATA A LETTO PER ALCUNI GIORNI. RECENTEMENTE HA FATTO UNA RISONANZA MAGNETICA NELLA ZONA DEL COLLO. IL RISULTATO E' UN RESTRINGIMENTO DEL CANALE MIDOLLARE. MIA MOGLIE MI DICE CHE DA UN MOMENTO ALL'ALTRO POTREBBE INSORGERE UNA PARALISI. IO COSA POSSO FARE? COME POSSO AIUTARLA O SAPERE DI PIU' SULLE EVENTUALI CURE?
risposta
La stenosi o restringimento del canale midollare cervicale,
sia che sia congenita che acquisita, comporta una progressiva compressione
del midollo cervicale, che alla lunga porta a paralisi dei 4 arti e a disturbi
della minzione.
I dolori al collo, piuttosto che alla compressione midollare, sono dovuti
alla causa che determina la stenosi, ossia all'artrosi vertebrale.
La terapia è chirurgica e consiste nell'allargamento del canale midollare.
La prognosi è grosso modo favorevole per il recupero dei disturbi paralitici,
semprecchè non datino ormai da molto tempo.
Quanto detto riguarda, in breve, i pazienti con sofferenza midollare da stenosi
cervicale. A distanza non sono ovviamente in grado di confermare la diagnosi
di sua suocera.
domanda: ernia C6/7 con ipostenia muscolare
Sono un ragazzo di 25anni. Da circa 1 anno soffro di ernia discale c6 c7. Dopo 1 anno invece che migliorare la situazione è peggiorata. Ormai faccio fatica a dormire enon riesco a fare il minimo sforzo. Nel ultima visita da me effetuata mi e stato riscontrato: ipostenia 4/5 del bicipite brachiale e del tricipite brachiale a destra, riflessi normoevocabili ali arti inferiori, limitazione ai movimenti del collo (particolarmente la estensione e i movimenti verso destra). Per risolvere la situazione mi hanno proposto un intervento di microdiscectomia ed eventuale protesi discale (consigliatomi come intervento all'avanguardia) vs artrodesi. Cosa mi consiglia?
risposta
Se la perdita di forza e della sensibilità all'arto superiore è correlata alla sede e al lato della sua ernia potrebbe essere indicato l'intervento di asportazione, quando le terapie alternative di sicura efficacia non hanno sortito effetti benefici.
In assenza di gravi alterazioni degenerative artrosiche o di instabilità in corrispondenza dello spazio sede dell'ernia è indicata la protesi discale.
Queste considerazioni hanno carattere generale e potrebbero non essere valide
nel suo caso. Quindi si accerti che sia stato visitato da un chirurgo esperto
in colonna vetebrale.
ho bisogno di un consiglio, perchè per i miei disturbi
i due neurochirurghi finora consultati hanno detto che la mia ernia dorsale
D8-D9 é rarissima, trovano l'intervento indispensabile ma al tempo
stesso emtrambi hanno parlato di un rischio alto di paralisi. Ritengono, che
non operandomi io possa solo peggiorare, anche precipitosamente. Ho solo 40
anni e tre figli piccoli, sono moplto spaventato, vorrei fare la scelta migliore.
Concorda nella mecessità di intervento o può esistere un metodo
di cura alternativo?
SINTOMI: da marzo xxxx scarsa sensibilità e formicolii entrambe le
gambe.Nessun dolore. A volte, specialmente se dormo supino, avverto una leggera
fitta al centro della schiena. Nella gamba SX ho perso
> sensibilità caldo/freddo, ma non ho problemi di controllo motorio.
Nella gamba DX sento il caldo/freddo, ma devo concentrarmi per ottenere un
modesto controllo dei movimenti. Per infilare i pantaloni devo sedermi, perchè
non riesco ad alzare la gamba destra. Inciampo spesso. Zoppico trascinando
gamba destra. La gamba DX al risveglio, o dopo un periodo in cui resta nella
stessa posizione (es. seduto) è come inchiodata e scricchiola, poi
si attiva. Il secondo e terzo dito piede destro si muovono ma non li sento,
è come se fossero ingessati. Il formicolio si estende al fianco dx
sul lombo, dove a volte, di solito al mattino al risveglio, mi sento gonfio
e mi sembra di avere un peso sopra. Mi capita sempre più spesso di
risvegliarmi con mani ed avambracci formicolanti. Disturbi erettivi. Al risveglio
a volte difficoltà di minzione.
RMN RACHIDE DORSALE (con mdc) del xxxx: Lindagine richiama lattenzione
in corrispondenza dello sapzio intersomatico D8-D9 dove si rileva la presenza
di una modesta riduzione dello spazio
intersomatico ed una grossolana formazione erniaria parzialmente calcifica
che determina una marcata impronta sul sacco durale e sul midollo spinale
in sede mediana para-mediana sinistra. In corrispondenza dello spazio intersomatico
D9-D10 sono presenti segni di protrusione discale cui si associano quelli
di una formazione erniaria parzialmente espulsa che impronta il sacco durale
e marginalmente il midollo spinale in sede para-mediana destra. Il canale
vertebrale mostra ampiezza nel complesso conservata. Non si rilevano immagini
di lesioni a focolaio a carico del midollo spinale nel tratto dorsale e nel
cono midollare. La somministrazione di mdc paramagnetico non modifica il quadro.
risposta
L'ernia del disco dorsale può assere asintomatica. La comparsa di disturbi è legata alla sua sede: se è molto laterale può dare dolori, che si irradiano lungo il torace a causa della irritazione della radice nervosa; se è mediana può causare uno o, progressivamente, tutti i seguenti disturbi dovuti alla compressione del midollo: riduzione della forza agli arti inferiori, pedita della sensibilità, mancato controllo degli sfinteri e dell'erezione. La comparsa di questi disturbi, se essi per le loro caratteristiche sono concordanti con la sede e il lato dell'ernia all'interno del canale vertebrale, determina l'indicazione all'intervento, in quanto potrebbero ulteriormente aggravarsi nel tempo. Il perdurare della compressione del midollo può causare lesioni non più recuperabili con l'asportazione dell'ernia. Le ernia calcifiche non sono di recente formazione e esistono probabilmente da molti anni, ma la comparsa di disturbi sta ad indicare che le strutture nervose del midollo non riescono più a compensare la compressione che su di esse veine esercitata. Le capacità di compensazione diminuiscono con l'età, che riduce, a dirla grossolanamente, "l'elasticità" del tessuto nervoso e della sua componente vasale.
Le tecniche chirurgiche migliori sono quelle che prevedono un approccio all'ernia lateralmente e dall'avanti (questo approccio si può effettuare, sia asportando una piccola porzione di costola mediante una costotrasversectomia, sia aprendo il torace con una toracotomia o per via endoscopica). E' assolutanmente sconsigliato l'approccio da dietro mediante laminectomia, causa delle note frequenti complicazioni paralitiche del passato.
Le ernia dorsali che necessitano di intervento sono abbastanza rare. La patologia dovrebbe essere affrontata dai centri di neurochirurgia regionali o specializzati in chirurgia vertebro-midollare. Tenga conto che quanto detto ha carattere generale. Per considerare il suo caso personale è necessaria la visita e la visone della documentazione radiologica eseguita.
Mio padre che ha 81 anni, ma è in perfetto stato fisico, lo scorso settembre ha avuto un trauma vertebrale T12 in seguito ad una banale caduta mentre era a passeggio nei boschi. E' stato trasportato dall'elisoccorso (in quanto la zona era impervia) in un PS dove gli è stata riscontrata una "probabile e minima" frattura vertebrale ed è stato subito dimesso con la prescrizione di un busto. E' stato per i primi 20 giorni a casa con il busto poi ha cominciato a camminare nuovamente (lui è un gran camminatore) per 2-3 ore al giorno. Il 10 novembre ho voluto fargli fare un controllo TAC per sicurezza ed abbiamo visto che il muro anteriore della vertebra è notevolmente diminuito (mentre è rimasto stabile il posteriore). Un ortopedico ha visto la TC ed ha prescritto un riposo a casa per l'ultimo mese (fino alla scadenza dei tre mesi dall'accaduto) stando solo seduto con il busto o sdraiato e camminare, sempre con il busto, solo per il minimo indispensabile. Attualmente non ha segni di interessamento radicolare. E' giusto e sufficiente questo approccio ? Cosa potrebbe comportare tale patologia ?
risposta
L'integrità del muro posteriore del corpovertebrale garantisce abitualmente, in assenza di altre lesioni articolari o disco-ligamentose, una sufficiente stabilità di una vertebra dorsale da consentire una terapia conservativa. Questa in caso di lesioni somatiche, abitualmente, comporta il riposo a letto per circa 45 giorni e, in seguito, la deambulazione con un busto in estensione dorso-lombare con appoggi a tre punti per altri 30-45 giorni. Questo per evitare che il carico su un corpo indebolito determini il collasso dello stesso. Se, comunque, dovesse avvenire la cuneizzazione del corpo, questa non costituisce un problema, se non "estetico" nella maggioranza dei casi.
Sono una signora di 50 anni e purtroppo da circa un anno non sto bene a causa di una aracnoidite lombosacrale.La sintomatologia è cominciata appunto un anno fa con dolori e parestesia agli arti inferiori. Dopo una cura di antinfiammatori sono stata meglio,ma quest'anno, nel mese di marzo i sintomi sono ricomparsi in maniera violenta. A nulla sono serviti gli antinfiammatori. Il medico di famiglia mi manda dall'ortopedico il quale mi prescrive una risonanza magnetica che mette in evidenza appunto una aracnoidite lombosacrale.Quindi consulto un neurologo il quale mi prescrive delle iniezioni di cortisone, Il farmaco agisce positivamente, ma dopo due mesi i dolori e la parestesia si rifanno sentire e il cortisone stavolta non mi da alcun beneficio. Secondo lei posso guarire da questa malattia o cosa devo fare per impedire che possa progredire?
risposta
L'aracnoidite lombsacrale è un processo infiammatorio
a carico di una delle membrane di rivestimento dei nervi contenuti nel tratto
lombosacrale della colonna vertebrale. Il termine è aspecifico e non
sta ad indicare alcuna delle molteplici cause dell'infiammazione.
Sarebbe opportuno, che il Neurologo stabilisse una diagnosi sulla causa della
sua aracnoidite.
Per quanto attiene le cure bisogna distinguere, se la malatia è ancora
in fase evolutiva o se, ormai, abbiamo a che fare con i sui esiti. Nel primo
caso, ovviamente, le cure sono mirate a combattere le cause della malattia
(semprechè nel caso suo esistano delle cure). Se, invece, abbiamo a
che fare con i danni che la malattia ha esitato, specie se si tratta di dolori
o sensazioni molto fastidiose agli arti inferiori, è disponibile una
scaletta terapeutica. Questa prevede, per iniziare, farmaci analgesici e "antinevritici",
seguiti da infiltrazioni perinervose e peridurali e, infine, se tutto ciò
non ha funzionato, è possibile impiantare uno stimolatore midollare
peridurale.
Quanto detto ha carattere generale e potrebbe essere non valido per Lei. Per
stabilire, se può essere applicato a Lei, è necessario che La
visiti un neurologo e uno specialista di terapia del dolore.
Salve, sono la figlia di una signora di 78 anni con problemi
alla schiena è rimasta a letto per ben due mesi senza potersi muovere
dal dolore. nessun tipo di farmaco le dava sollievo soltanto, e per fortuna
ci hanno indicato un terapista del dolore il quale è riuscito a farle
passare il dolore, ma adesso le chiedo ho sentito parlare dell'ozono terapia
desideravo sapere se tutti possono farla perchè se cosi' fosse>
riusciremo ad evitare l'intervento che tra l'altro non vogliamo fare. Io sono
in possesso della TC e della risonanza magnetica le chiedo se fosse possibile
inserire mia madre in un vostro programma per monitorarla ed iniziare un'eventuale
terapia.
risposta
Purtroppo gli elementi che ha fornito nella mail non sono suficienti per esprimere una valutazione sul caso di sua madre. Le cause di mal di schiena sono veramente tante e per curare efficacemente una persona bisogna fare una diagnosi accurata. L'elemento fondamentale di valutazione rimane comunque la visita, anche perchè molte patologie, che si osservano agli esami radiologici, non debbono necessariamente causare dolore e, al contrario possono esservi cause di dolore che non si vedono agli esami. Quindi si rivolga ad un chirurgo esperto di colonna vertebrale per una visita accurata.
In una TAC LOMBARE da L1 a S1 mi hanno riscontrato: Tutti i livellli esaminati il canale vertebrale presenta domensioni regolari.In L2-L3 non si rilevano immagini da riferire ernie discali. In L3-L4 si rilevano gravi fenomeni degenerazioni gassosa con bulging discali posteriore lateralizato a sn, ove raggiunge il forame di congiunzione omolaterale delineando piccola ernia. Coesiste osteofitosi marginale paramediana sn delle limitante somatiche contrapposte che determina riduzionedel recesso laterale omolaterale. In L4-L5 modesti fenomeni di degenerazione gassosa del disco con modico bulging posteriore.Coesiste osteofitosi marginale a livello dei forami di congiunzione più evidenti a dx. In L5-S1 non si rilevano immeggini da riferire a ernie discali.
risposta
Il quadro descritto alla TAC è abbastanza comune nelle persone appartenenti alla sua fascia di età. La maggioranza di esse però non presenta alcun disturbo alla colonna vertebrale lombare. Infatti si possono avere le alterazioni degenerative di cui lei parla senza affatto doverer stare male. Lei non mi ha detto per quali disturbi le è stata richiesta la TAC. Infatti sono i disturbi e i risultati della visita a guidare le indagini dell'esperto di colonna vertebrale. In base a questi si approda alla diagnosi e si stabilisce la terapia.
Ho 28 anni, sono un installatore di impianti tecnologici e gioco a calcio a livello amatoriale.Nel dicembre 2004 mi è stata diagnosticata tramite RNM una grossa ernia con protusione sx L5-S1 che mi portava un gran dolore lungo tutta la gamba sx. Tramite la ginnastica McKenzie nel giro di due mesi il dolore è scomparso e ho ricominciato la mia vita normale.Durante il 2005 tutto ok, a Luglio 2006 è riapparso un leggero dolore alla gamba con un pò di fastidio alla schiena che poi tramite terapia cortisonica è scomparso. Tre settimane fa senza avere nessun tipo di dolore alzandomi dal letto mi ha preso la solita scossa alla schiena come la prima volta e un gran dolore a tutta la gamba sx. La nuova RNM ha diagnosticato la stessa ernia sempre di grosse dimensioni L5-S1. Un neurochirurgo dopo una breve visita mi ha messo in lista per l'operazione in microchirurgia dicendomi che se c'è il dolore, l'insensibilità alla parte esterna del piede, e una grossa ernia la chirurgia è indispensabile. A oggi tramite la solita ginnastica il dolore è scomparso, con ancora una lieve insensibilità al piede che credo passerà in poco tempo. Le chiedo: un'ernia grossa come la mia può rientrare tramite la sola ginnastica posturale? L'intervento nonostante non ci sia dolore ridurrebbe un possibile altro episodio di fuoriuscita di ernia?
risposta
Le ernie del disco non fanno entra e esci. Al massimo possono
essere riassorbite o si possono ingrandirsi. Visto che le dimensioni di quella
sua, ale RMN di controllo, sono immodificate la sua ernia è rimasta
invariata. Infatti, si può avere una grande ernia anche senza avere
alcun disturbo o, come nel caso suo, i disturbi possono esserer soltanto occasionali.
Per questo motivo le patologie che si vedono alla RMN devono avere un preciso
riscontro nella clinica, altrimenti si rischia di operare molte cose senza
alcun motivo. Le linee guida prevedono l'intervento per ernia discale lombare
in caso di dolore continuo per almeno 45 giorni che non risponda alle terapia
mediche e infiltrative con anestetici e cortisone o in caso di paralisi del
piede.
Quanto detto, ovviamente, ha carattere generale, in quanto per la valutazione
accurata del suo caso è necessaria la visita e la visione diretta delle
lastre.
Vorrei sapere perchè ho un continuo dolore all'anca destra. Ho fatto degli acertamenti e dicono che ho una piccola salienza discale inl L5-S1. Mi dicono che non è nulla, ma io continuo ad avere continuamente dolore su tutta la gamba. Cosa devo fare per risolvere il mio problema?
risposta
Le cause dei dolori che si irradiano all'anca e fino a tutta
la gamba possono essere tanti. Non soltanto le ernie discali. La diagnosi
si fa con la visita. Gli esami radiologici vengono poi prescritti per confermare
la sospetta causa che viene fuori dalla visita.
Se le cure non hanno funzionato, allora o i rimedi non erano adatti o la diagnosi
è un altra.
Soffro di ernia del disco ed ho, a quel che sento dire, una sintomatologia singolare. Sento come delle scosse alle gambe, alternativamente la sx e la dx, un po' più quella che questa, quando resto abbastanza a lungo seduto o sdraiato e, soprattutto, durante la notte, a letto. Non riesco mai ad avere un sonno prolungato, ma, di norma, mi capita di essere svegliato dal dolore alle gambe ogni 20, 30 o, al massimo, 45 minuti. Allora, mi devo alzare, fare 10 minuti circa di stretching e, poi, tornare a letto, in attesa del successivo risveglio. Puòben capire che, per assommare 5/6 ore di sonno, per quanto interrotto 12/13 volte, sono costretto a restare a letto fino alle 10/11. Per risolvere questo problema, che mi trascino ormai da una ventina d'anni, per quanto negli ultimi 4/5 si sia molto aggravato, ho fatto di tutto: fanghi, chiropratica, uso del plantare, agopuntura, blocchi peridurali, 1 mese di cortisone ed altre medicine, laserterapia; tutto inutile. L'unica medicina che mi dà qualche sollievo, e che mi ha prescritto il mio medico di famiglia, xxxxx (un antiepilettico ad azione sul dolore neuropatico ); una pillola la sera, o a notte inoltrata, mi fa avvertire meno il dolore. Io, però, cerco di assumere questa pillola non quotidianamente, ma a giorni alterni, perchè temo gli effetti collaterali. Strabnamente, poi, durante il giorno, faccio vita normale, anzi piuttosto sportiva: 2 volte a settimana nuoto (circa 1 Km in un'ora), 1 volta a settimana faccio footing ( 10 Km circa, ma sulla battigia, in una fascia piuttosto morbida), 2 volte a settimana faccio un'ora circa di ginnastica, lavorando anche con i pesi, ma solo da posizione supina o prona, sulla panca, senza gravare, quindi, sulla spina dorsale. Il momento più¹ angosciante, per me, è diventato quello di andare a letto, perchè so quello che mi aspetta. Un neurochirurgo, che mi ha visitato ed ha visto la mia RNM mi ha detto che non sarebbe il caso, per ora, di parlare di intervento chirurgico classico, perchè l'ernia sarebbe troppo piccola; come mai allora mi dà tanto fastidio? E che potrei fare per avere notti più tranquille? Spero che Lei possa darmi qualche indicazione utile.
risposta
Se facciamo una risonanza magnetica lombare a 100 persone che
sono della sua fascia di età e che non soffrono di alcun disturbo,
troviamo nel 60% "piccole ernie" e nel 10% addirittura grandi ernie
senza che i soggetti abbiano avuto alcun disturbo. Questo glielo dico, perchè
non dobbiamo adattare le cure ad un quadro radiologico qualsiasi, ma dobbiamo
essere certi che quanto ci ha mostrato la radiologia abbia un rapporto di
causa ed effetto con quello che lamenta il paziente. Credo che, nel caso suo,
si sia ancora lontani dall'avere evidenziato la causa dei suoi disturbi.
Quindi, esponga il suo caso facendosi visitare (!) da un bravo neurologo.
Ho letto della terapia del Basculamento soffice secondo il metodo Thekkekara per la cura dell'ernia discale; desideravo conoscere un parere e sapere se a Palermo viene praticata.
risposta
In realtà la dizione "curarre l'ernia del disco"
non è corretta, perchè quello che si cura abitualmente, in caso
di ernia del disco lombare, è il dolore sciatico e/o, ancora più
raramente, la paralisi che l'ernia può causare.
Infatti, da quando esistono TAC e risonanza magnetica è frequentissimo
il riscontro di persone che presentano ernie, anche molto voluminose, ma che
stanno benissimo. Il più delle volte, peraltro, la sciatica regredisce
con le comuni terapie del Medico di famiglia.
La storia naturale della sciatalgia prevede che nella maggioranza
dei pazienti i sintomi si esauriscano da se nell'arco di 1-2 mesi. Infatti,
una eventuale terapia chirurgica viene presa in considerazione solo dopo tale
intervallo.
Viene quindi da chiedersi, quale sia il valore delle numerosissime terapie
praticate per fare cessare la sciatica. Nel migliore dei casi, alcune terapie,
come FANS, cortisone e le infiltrazioni analgesiche medicate e lo stesso intervento
chirurgico, accelerano il processo di guarigione spontanea.
La terapia del Dr. Thekkekara rientra tra le tante proposte terapeutiche esistenti.
Il dato che l'ernia scompaia dopo il trattamento non è significativo,
perchè, intanto, la sciatica nella maggioranza dei casi, regredisce
anche in presenza di ernia. Poi, perchè, è noto che molte ernie
vengono riassorbite dopo alcuni mesi dalla loro insorgenza.
Non so, se a Palermo si pratica il bascullamento soffice, ma, senza volere
nulla togliere al collega, abbiamo visto numerosi pazienti guariti con la
martelloterapia sulle vertebre, l'applicazione di marmellata ai mirtilli sulla
schiena, i trattamenti fisiatrici e molto altro ancora ...
> Io da anni soffro il mal di schiena, penso, dovuto a lavori di banco e sempre in piedi come cameriera. Ho avuto un paio di episodi, nei quali mi sono trovata ad avere difficoltà a salire in macchina per il dolore. Facendo step in palestra è successo che mi prendeva un dolore formicolante al piede . Sono un pò in sovrappeso o meglio vado un pò su e giù con il peso. Andavo fino a 10 giorni fa a correre. Non posso dire di avere dolori lancinanti perchè so che c'è di peggio ma il male alla schiena me lo porto dietro tutti i giorni soprattutto in certe posizioni. Ho eseguito una risonanza magnetica. Io ovviamente nella mia ignoranza, mi sono allarmata a leggere tutte quelle "parole" "brutte" e complicate. Il mio dottore in maniera pocoesaudiente mi ha detto che ho appunto 3 ernie e mi ha prescritto una visita fisiatrica. Io vorrei sapere qualcosa in più, perchè, intanto, devo sapere cos'ho esattamente, se è grave, curabile, se può degenerare, e cosa posso fare. Presumo che intanto la corsa la dovrò eliminare ma ho bisogno di uno sport che mi faccia dimagrire ma nel contempo non mi crei danni alla schiena.
risposta
I quadri descritti alla risonanza magnetica non possono essere
interpretati di per se come causa dei suoi disturbi. Intanto, molte persone
hanno un quadro come il suo, ma stanno benissimo. Poi, ognuna delle lesioni
descritte o più di una, ernia discale, protrusione discale, degenrazione
disacale, ipertrofia apofisaria, osteofitosi, potrebbe causare lombalgia.
Per individuare il suo generatore di dolore è necessario dunque visitarla
e visionare direttamente le lastre.
Certamente, prima di pensare ala chirurgia bisogna avere espletato, ripetutamente,
le terapie conservative: fisioterapia, infiltrazioni medicate loco-regioanli,
dieta, nuoto ecc. La palestra e la corsa andrebbero evitate in fase di dolore,
se non sotto controllo di un allenatore esperto in problemi vertebrali.
Quanto detto, ovviamente, ha carattere generale. Per essere certo che sia
applicabile al suo caso è necessaria la visita.
Sono un medico. Sinteticamente mia moglie ha partorito all'inizio di giugno con taglio cesareo in anestesia spinale. Sfortunatamente l'anestesista nel praticare l'anestesia epidurale ha punto ben più alto del dovuto procurando una lesione del cono midollare da iniezione intramidollare di anestetico locale, confermata alla RMN. La lesione ha riguardato i cordoni posteriori per cui non vi sono stati deficit motori ma si è subito manifestata una sintomatologia dolorosa intensa ad entrambi i piedi tipo causalgia. Abbiamo seguito una terapia con antinevralgici, antidepressivi e analgesici (le prime due settimane è stato necessario un morfinico). A distanza di 3 mesi il dolore urente, sebbene si sia ridotto nella sua estensione ai piedi, è rimasto costante come intensità. La situazione sta diventando molto logorante (dolore notte e giorno) la terapia non controlla bene il dolore, e del resto fa sentire anche i suoi effetti collaterali (intontimento, deficit memoria, stipsi, che con il Depalgos era molto ostinata). La prego di rispondermi; vorrei sapere di più sulla stimolazione midollare; se nel nostro caso vi è qualche possibilità di beneficio.
risposta
Dalla sua descrizione sembra verosimile la diagnosi di dolore
neuropatico. Intontimento e stipsi possono essere meglio ricondotti al morfinico.
Il trattamento con stimolatore epidurale midollare si è rivelato efficace
in questi pazienti. Prima dell'impianto definitivo dello stimolatore si usa
eseguire un periodo di prova con il solo catetere epidurale collegato ad uno
stimolatore esterno. Se il dolore regredisce, si procede all'impianto definitivo.
Tenga conto, che si tratta di una terapia sintomatica. Appena si spegne lo
stimolatore, il dolore ricompare. D'altronde questo è facilmente comprensibile.
Il dolore neuropatico deriva da un disturbo della trasmissione degli impulsi
sensitivi in corrispondenza della cicatrice dovuta alla lesione. Questi impulsi
"disturbati" vengono interpretati dal cervello come dolore. In realtà
non vi è più alcunchè nei dermatomeri che determini dolore,
ma soltanto un errore di trasmissione di impulsi normali.
Ovviamente, quanto detto ha valore generale. Per dire che sia applicabile
anche a Sua moglie è necessario visitarla.
Sono una donna di 38 anni ed ho problemi alla shiena. Ho fatto una Tc L3-S1 e dal referto si sono riscontrate piccole ernie mediane e paramediane ai livelli L3-L4 ed L4-L5. Poi a livello L5-S1 ernia mediana e paramediana, lievemente discendente, che impronta il sacco durale.Segni di artrosi somatica ed interapofisaria. Vi chiedo gentilmente se è possibile avere informazioni a riguardo e se è il caso di preoccuparsi, perchè io di questi dolori soffro da tanto e mi portano anche dolori all'anca destra. Infatti da un esame radiografico è risultato che ho una deformazione all'anca.
risposta
Le cause di mal di schiena sono molteplici, sia ad origine dalla colonna vertebrale sia dagli organi che la circondano. Le alterazioni osservate negli esami radiologoci non necessariamente debbono essere la causa dei disturbi accusati dai pazienti. Infatti molte persone hanno un quadro Tc simile al suo, ma non soffrono di alcun disturbo. Per capire da dove origina il suo dolore di schiena è necessario, inanzitutto, che si faccia visitare da un neurochirurgo o ortpedico esperto di colonna vertebrale. Sarà lui a indirizzarla verso eventuali altri esami o test per stabilire la diagnosi e la cura.
Cosa voglia significare " ernia mediana e paramediana"?
risposta
L'ernia mediana si viene a formare sulla linea mediana, mentre quella paramediana accanto alla linea mediana, o a destra o a sinistra. Un'ernia mediana e paramediana si estende sia lungo la linea mediana sia lateralmente ad essa. La componente paramediana di un ernia abitualmente può causare la sciatalgia
Ho 40 anni, tre gravidanze alle spalle e 8 ernie nel tratto
L5/S1. Di tanto in tanto faccio fisioterapia e ho ottenuto buoni risultati,
ma da quasi due anni non riesco più a piegarmi a fare le pulizie di
casa. Lavoro in ufficio e sto molto tempo al pc. Al momento si è riacutizzato
il dolore agli arti inferiori e alla schiena, scosse elettriche mi stanno
tormentando. Sono a letto, ma ho il terrore di fare antinfiammatori che mi
hanno provocato l'ulcera. Vorrei fare l'ozono terapia, ma è dolorosa?
risposta
La lombalgia è una sindrome complessa dal punto di vista
diagnostico e terapeutico, perchè molte possono essere le sue cause
e i trattamenti terapeutici debbono essere adeguati al tipo di generatore
di dolore. Inoltre, dato che spesso alla sua base esiste una malattia degenerativa,
che progredisce nel tempo, bisogna adottare una scaletta di interventi terapeutici
ad invasività crescente.
Per quanto riguarda l'ozonoterapia intradiscale siamo dell'avviso che questa
trova indicazione soltanto in casi selezionati, dato che l'ozono "asciuga"
il disco e favorisce lo sviluppo dell'artrosi.
Ho 44 anni, ormai da 6 anni soffro di dolori lombari a livello L5/S1 imputati ad una discopatia. Due anni fa mi hanno fatto un intervento di discectomia percutanea a livello L2/L3 per una piccola ernia e devo dire che in quella zona non ho più dolori. Ma non ho risolto per niente nella zona lombare. Faccio da anni piscina, palestra correttiva, ma i dolori sono sempre gli stessi e continui. Le volevo chiedere è possibile che ci sia qualcos'altro che non si evince dalle risonanze magnetiche in mio possesso, e se dovrei fare qualche altro esame per risalire al problema? Un dottore mi ha parlato di una eventuale micro-instabilità vertebrale, che potrebbe causarmi tutti questi dolori, dato che sono continui 24 ore su 24.
risposta
La sua situazione è molto frequente. Ha praticato tante e diverse forme di terapia, ma i dolori persistono. Come sospetta, forse non è stata trovata la causa del dolore o, forse, le terapia non sono state adeguate o sufficienti. Dato che ogni paziente costituisce un caso a se e tanti possono essere i generatori di lombalgia, le consiglio di ripetere una visita con un esperto e di esibire la documetazione in suo possesso.
Mio nipote, di 38 anni, è stato ricoverato d'urgenza perchè ha cominciato ad avvertire, durante il giorno, un dolore in sede lombare. Sul momento non ha fatto molto caso al dolore in quanto, circa un anno fa, gli era stata diagnosticata un'ernia in sede lombare. Ma durante la notte il dolore è aumentato progressivamente fino a diventare insopportabile e si è presentata anche febbre alta e vomito. Poco dopo non poteva più movere le gambe e non urinava più. E' stato ricoverato da prima in Ortopedia, dove il primario della U.O. attribuiva i sintomi all'ernia. Dopo 48 ore di terapia antidolorifica e visto che la febbre e il vomito non passavano, è stato trasferito alla U.O. di Malattie infettive. Qui è stato sottoposto ad esame RMN e esami ematici ed è stata fatta diagnosi di sospetta spondilodiscite lombare da Stafilococco. Attualmente sta facendo terapia antibiotica, la febbre sta calando, anche se non del tutto, e il dolore non c'è quasi più, muove le gambe e urina da solo. Fra una decina i giorni verrà ripetuta una RMN. Vorrei chiedere al Lei alcune cose: 1) non è ancora stato sottoposto a visita neurologica in quanto i medici dicono che prima bisogna vedere come reagisce alla terapia. Questa cosa è normale? 2) è stato detto che questa infezione può essere secondaria all'ernia. Questo è possibile?
risposta
La spondilodiscite, nella maggioranza dei casi, è una malattia infettiva. I germi che la provocano arrivano per lo più attraverso il sangue. Le cause più frequenti sono ascessi in altre sedi, quali foruncoli, granulomi dentari, oppure infezioni da salmonella, brucella, tubercolosi. Talvolta i germi vi giungono per contiguità: per esempio in corso di interventi o procedure sui dischi. Quindi un ernia non operata non può esserne la causa.
La terapia nella maggioranza dei casi consiste principalmente nella somministrazione di antibiotici. In caso di instabilità o crollo vertebrale o di sviluppo di raccolte di pus all'interno del canale spinale può essere necessario ricorrere ad un intervento di stabilizzazione e/o decompressione
Volevo sapere se questo tipo di "malformazione" cioe' il canale stretto congentio lombare, e' una malattia che va' peggiorando oppure potrebbe rimanere cosi' nel tempo? E' proprio necessaria una operazione?
risposta
La stenosi congenita lombare può accentuarsi con il tempo a causa della artrosi che si istaura a carico della colonna vertebrale. Questo aggravamento può comportare dei disturbi dolorosi e neurologici, che, quando non rispondono alle terapie mediche, possono costituire indicazione ad un intervento chirurgico.
Mia nipote è da un pò di tempo che soffre di un
dolore alla gamba destra, e talvolta si sente tirare anche la gamba sinistra.
Al dolore spesso si associa un tremore visibile. Dagli esami fatti di RMN
RACHIDE LOMBARE risulta quanto segue: a L5-S1: bulging discale con prsenza
di ernia sottolegamentosa postero mediana con appoggio sul sacco durale; restanti
reperti RM nei limiti.
Mi hanno consigliato: manipolazioni; punture di miorilassanti eantinfiammatori;
compresse di antinevralgici e antidolorifici puri; fisioterapia. Dopo tutto
questo non ci sono stati risultati.
risposta
Le cause di dolore alle gambe possono essere molto diverse. Non sempre esse sono rappresentate dall'ernia discale lombare. Anzi, molte volte le ernie lombari riscontrate, specie se mediane, sono innocue. Pertanto le cure dirette a curare l'ernia possono non suscitare alcun effetto. Per capire meglio la causa dei dolori di sua nipote è,opportuno sottoporla a visita e vedere le lastre degli accertamenti già effettuati.
Hanno parlato per mio marito di spondilodiscite successiva a
due cifoplastiche per emangiomi vertebrali, che non solo, ci hanno detto in
seguito, non era opportuno fare, ma che non gli hanno fatto cessare il dolore,
che è persistente da oltre un anno e mezzo. Gli esami batteriologici
sono negativi. Stiamo aspettando un secondo esame colturale, il primo negativo.
Nel caso in cui fosse una complicanza dell'intervento chirurgico, cosa fare?
Guarirà? Ma il cemento è vero che non può essere tolto?
risposta
Per spondilodiscite si intende un infiammazione del disco posto tra due vertebre, che si può estendere ai corpi vertebrali. La cifoplastica viene effettuata sui corpi vertebrali e non interessa il disco. Non capisco se l'infezione di suo marito è localizzata ad un disco o ad un corpo vertebrale? Poi, si tratta di un infezone localizzata alle vertebre trattate con cifoplastica o ad un disco vicino ad esse? Purtroppo gli elementi che lei mi ha fornito non consentono di essere più precisi.
Se l'infezione fosse localizzata in un disco la cura iniziale è medica. Se l'infezione non guarisce o si estende all'interno del canale vertebrale può essere necessario lìintervento chirurgico. Se l'infezione è localizzata al corpo vertebrale proprio attorno al cemento della cifoplastica e non risponde alla terapia medica, si dovrebbe rimuovere l'intero corpo vertebrale assieme al cemento e sostituirlo con una protesi di corpo o un innesto osseo.
Ho 29 anni, operato 5 anni fa di ernia L5-S1 paramediana destra; recidiva circa 15 mesi fa e operato nuovamente stesso livelloLl5-S1. Permane la sciatalgia e senso di stanchezza continua alle gambe. L'ultima R.M.N. evidenzia: Si osserva una componente fibrotico-cicatriziale a livello del grasso epidurale anteriore in sede paramediana destra a livello L5-S1 che in associazione ad un piccolo osteofita marginale del muro posteriore determina un modico effetto compressivo sul sacco durale e sulla radice nervosa omolaterale. Permane a tale livello una protusione discale paramediana destra, che concomita a determinare leffetto compressivo. Il Neurochirurgo vuole eseguire un intervento inserendo uno spaziatore interspinoso DIAM, poiché si nota dalle lastre anche uno schiacciamento vertebrale in L5-S1 e piccolo scivolamento vertebrale. Mi chiedo solo, nella mia totale ignoranza in materia, se tale intervento è sufficiente a risolvere tali effetti compressivi o se sarebbe il caso di togliere anche la protusione dernia presente e intervenire sullosteofita .
risposta
In linea di massima non si dovrebbe ripetere un intervento durante il quale si è entrati all'interno del canale vertebrale. Osteofiti e protrusione abitualmente non costituiscono indicazione all'intervento per i disturbi da lei menzionati. Il dolore sciatico che avverte è uguale a quello che aveva prima del primo intervento o si è modificato diventando urente e associandosi a ipersensibilità al tatto della pelle? In tal caso si tratta di dolore neuropatico e ulteriori interventi sul disco sono fortemente sconsigliati. Interventi esterni al canale, come l'applicazione di uno spaziatore interspinoso possono trovare un'indicazione in pazienti con pregressi interventi per ernia discale, senza dolore neuropatico, nei quali in seguito all'intervento si è determinata una riduzione dell'altezza del disco.
Queste, comunque, sono considerazioni a carattere generale, che potrebbero non essere applicabili a lei. Per stabilire di quali cure lei si possa avvantaggiare è necesario visitarla e visionare gli originali delle lastre. Probabilmente saranno necessari altri accertamenti.
Sono stata dal neurochirurgo per lombalgia persistente alla
schiena. Mi é stato trovato uno schiacciamento tra L4-L5 e un'ernia
L5-S1.
Ora il medico mi propone, prima dell'eventuale intervento, una discografia
evocativa. Di cosa si tratta? e provoca dolore? Secondo lei é indispensabile?
Mi scusi....ma sono un po' paurosa in questo senso, anche se io stessa mi
occupo di sanità.
risposta
La discografia, in alcune scuole di pensiero, viene eseguita per verificare quale sia il disco responsabile del dolore accusato dal paziente, al fine di un trattamento chirurgico dello stesso. Se ad un paziente con lombalgia agli esami radiologici risulta nel tratto lombare un disco alterato, con la discografia eseguita in questo disco alterato, si vuole vedere, se iniettando il mezzo di contrasto al suo interno si presenta il dolore del quale il paziente soffre.Questa sarebbe una conferma della responsabilità di quel disco nel causare la lombalgia i cui soffre il paziente. Ricerche scientifiche hanno comunque evidenziato che essitono sia falsi positivi che falsi negativi. Questo per quanto riguardo la discografia evocativa. Non posso entrare in merito alle indicazioni nel suo caso, in quanto questo presuppune la visone della Sua documentazione e la visita.
Da circa cinque anni soffro di dolori alla schiena , che si
prolungano alle gambe. Mi è stata dianosticata un a stenosi alla lombare
, con > ristringimento del canale spinale. L' assunzione di cortisoni ,
mi toglie in modo sostanziale qualsiasi dolore. Iil problema è che
col tempo i cortisoni mi stanno creando altri problemi. Pertatanto sto considerando
l'opportunita' di un intervento chirurgico, anche se mi è stato detto
che potrei andare incontro anche a problemi piu' seri. Vorrei anche sapere
se ci sono nuove tecniche di intervento che garantiscono una certa sicurezza.
risposta
Per gli "interventi di stenosi lombare" bisogna distinguere
due tipi di rischio. Quello legato all'intervento in se e quello legato all'anestesia
generale.
Per quanto riguarda l'intervento in se, generalmente, non esistono rischi
particolarmente elevati, se ad operare è un chirurgo esperto in colonna
vertebrale, anche se alla decompressione delle strutture nervose bisogna aggiungere
eventualmente una stabilizzazione dellla colonna. Il rischio anestesiologico
è esponenzialmente correlato all'età e alle condizioni generali
di salute e all'esistenza di malattie concomitanti.
Tenga anche conto che la prognosi, ossia la riuscita dell'intervento, dipende,
in caso di compromissione neurologica da stenosi lombare, dalla gravità
dei disturbi e dal tempo trascorso dall'esordio di questi.
Ho 45 anni e sono affetto da lombosciatalgia sinistra da ernia
discale > L5 S1. Mi è stato consigliato da neurochirurgo, intervento
chirurgico nel quale si potrebbe posizionare DIAM a tale livello.
Alla RM si evidenzia: protrusione discale laterale a sinistra a L5-S1. Ernia
discale foraminale sinistra a L5-S1. All' Elettromiografia: lievi/modesti
segni di danno neurogeno L5-S1 a sinistra. Note: son affetto da circa cinque
anni da tale patologia. In anni precedenti ho eseguito vari cicli di ozonoterapia
con soddisfacenti risultati. Ho altres' assunto vari famaci antiinfiamatori
e cortisonici. Da circa tre mesi si è riacutizzato il dolore e dopo
10 sedute di ozonoterapia non ho ottenuto i benefici sperati. In attesa di
subire intervento continuoon farmaci cortisoni. Gradirei conoscere sia gli
effetti positivi che negativi.
risposta
Le indicazioni all'impianto del diam sono costituite dall'insuficienza discale, che causi lombalgia cronica di durata di almeno 6 mesi, nonostante l'uso di farmaci antinfiammatori e di infiltrazioni locali medicate. Quest'ultime sono efficaci in circa 7 casi su 10 rendendo così inutile l'intervento chirurgico. Inoltre, per quanto attiene le indicazioni all'impianto del diam bisogna dire, che abitualmente il livello L5-S1 non può essere trattato con lo spaziatore interspinoso, in quanto la spinosa di di S1 generalmente è poco sviluppata. In caso di ernia foraminale, poi, che causi sciatica persistente, potrebbe essere indicato un intervento di rimozione dell'ernia piuttosto che l'applicazione dello spaziatore interspinoso. Informazioni importanti in merito derivano al chirurgo dalla risposta del dolore sciatico e della lombalgia alle infiltrazioni locali medicate.Tenga conto che quanto detto ha soltanto carattere generale e che potrebbe non calzare a lei. Per esegure una valutazione nel caso suo, è necessario che si sottoponga a visita ed esibisca le lastre degli accetamenti radiolgici effettuati.
Sono madre di un figlio,che nonostante la giovane età,
ha 25 anni, presenta gravi problemi alla colonna vertebrale. Mio figlio ha
già subito un intervento per l'asportazione di ernia discale L5 S1,
in quanto gli impediva la deambulazione. Sono presenti al momento altre ernie
discali in vari distretti: L4L5, a livello dorsale e un angioma a livello
toracico. La sua colonna ha completamente perso le normali curve fisiologiche.
Se è sottoposto ad un minimo sforzo in una sola giornata di lavoro,
la sua schiena è completamente e visibilmente storta. Sto cercando
soluzioni, risposte, un perchè che ancora dopo 8 anni di sofferenze
nessuno è riuscito a dare.
risposta
Esistono soggeti che già in giovane età vanno incontro a ernia discale. Sembra che in questi pazienti la causa siano dei difetti congeniti del disco piuttosto che la degenerazione discale. Infatti, in questi pazienti abitualmente i disturbi cessano con la rimozione dell'ernia. Purtroppo i dati che lei ha fornito su suo figlio non sono molti, in particolare per quanto attiene le caratteristiche dei disturbi. Per potere esprimere un parere e un suggerimento terapeutico è necessario che si sottoponga a visita ed esponga la documentazione in suo possesso.
Mio padreche ha 50 ANNI nel luglio xxxx cadendo sul lavoro ha riportato uno schiacciamento alla L4. Dopo di che i dottori hanno deciso per un fermo di 2 mesi a letto dopo che sono stati eseguiti tutti gli esami ( raggi X, Risonanza Magnetica su cd). E' stato curato prima con un busto rigido ed ora un busto morbido. Ma io vedo mio padre dolorante,.sofferente non troppo per il dolore ma per la paura di non potersi piu muovere bene come vorrebbe. Quindi ho bisogno di sapere se esiste qualchesperanza di far ritornare il sorriro a mio padre.
risposta
Parlando in generale, per le fratture della colonna vertebale
è possibile eseguire trattamenti chirugici e non chirurgici. Quando
la frattura ha determinato una lesione nervosa o quando la frattura è
grave al punto di compromettere la stabilità della vertebra e, di conseguenza,
costituisce un pericolo per le strutture nervose che contiene, allora se ne
consiglia la stabilizzazione mediante un intervento operatorio. Quando, invece,
non è compromessa la stabilità della vertebra si consiglia il
trattamento medico.
Nel caso dell'intervento i tempi di ripresa sono più rapidi, ma il
costo da pagare è legato ai rischi e all'impegno dell'intervento operatorio.
Nel caso di trattamento medico non si corrono i rischi operatori, ma si deve
dare con il riposo a letto il tempo necessario alla formazione del callo osseo,
che in genere è di due mesi. Se l'indicazione è stata esatta,
in entrambi i casi, si ottiene una buona guarigione. Ovviamente, in base alla
gravità del caso e la presenza di alterazioni pre-esistendi della colonna
vertebrale il tempo di scomparsa completa dei disturbi, specie quelli dolorosi,
può essere abbastanza lungo da superare i 6 mesi.
Per valutare il caso di suo padre è necessario che si sottoponga a
visita presso il nostro ambulatorio.
Ho 45 anni e sono stato operato di ernia discale 4 anni e mezzofa (L5-S1) da un neurochirurgo. Da inizio luglio sono iniziate nuove sofferenze e la risonanza magnetica recita di un espulsione del frammento. Il dolore ad oggi, sebben diminuito, non va via. Non ci sono altre sofferenze neurologiche. A detta di alcuni neurochirurghi si dovrebbe asportare il frammento ed inserire un disco intervertebrale, a detta di altri è sufficiente l'asportazione. Non so che fare. Può indirizzarmi in merito?
risposta
Purtroppo i dati che mi fornisce sono insufficienti per affermare
alcunchè.
1. Bisogna intanto sapere di che dolore parla, lombare o irradiato all'arto
inferiore? Il lato corrispomde a quello dell'ernia e la zona di irradiazione
del dolore corrisponde ai territori cutanei della radice che dovrebbe soffrire
a causa dell'ernia?
2. E' stato sufficentemente escluso che non vi siano altri generatori di dolore
(le cause non erniarie che possono determinare i suddetti dolori sono frequenti
e molteplici)? Cosa dice che la ha visitato a questo proposito (diagnosi differenziale)?
3. Qualora effettivamente il suo dolore fosse dovuto a questa recidiva erniaria,
Lei saprà che il reintervento nella stessa sede è gravato da
una percentuale più elevata di insuccessi e complicanze. Ha provato
le terapie per queste affezioni che si trovano ai grardini inferiori all'intervento
chirurgico della scaletta terapeutica ?
4. l'applicazione di dispositivi è proprio uno degli ultimi problemi
e viene a coronare una diagnosi esatta, altrimenti rischia di effettuare un
bellissimo intervento perfettamente inutile.
Sono stat sottoposta ad un operazione per ernia del disco più stenosi lomnbare. Ho riportato come complicazione una spondilodiscite infettiva. Da una ventina di giorni permangono forti dolori alla parte interessata. Le sarei grato se potesse darmi notizie in merito, soprattutto in ordine alla normalità del dolore e all'indicazione di un altro eventuale intervento di "toilette chirurgica".
risposta
La spondilodiscite infettiva, che complica un intervento di
asportazione di ernia discale, è abbastanza rara. La terapia, in prima
istanza, consiste in riposo e nella somministrazione di antibiotici. La durata
del trattamento è abbastanza prolungata, talvolta di mesi. L'andamento
della cura può essere valutato con VES e risonanza magnetica di controllo.
In caso di insuccesso della terapia medica può essere necessaria la
toilette del focolaio chirurgico.
Quanto affermato ha carattere generale e potrebbe non essere applicabile al
suo caso, del quale abbiamo soltanto una diagnosi riferita.
Mi hanno da poco diagnosticato una voluminosa ernia discale lombo-sacrale. Sono un uomo di 43 anni e mi hanno sconsigliato l'intervento chirurgico. Puo' nel tempo l'ernia diminuire di volume? Quali precauzioni devo seguire e che stile di vita alimentare e fisico devo condurre, dato che il mio lavoro mi porta a stare spesso in giro in automobile?
risposta
Risponderò brevemente alle sue domande:
1) si, l'ernia può diminuire di volume nell'arco di mesi, specie se
estrusa
2) il 70% delle sciatalgie dovute ad ernia discale regrediscono spontaneamente,
anche senza alcuna terapia, nell'arco di 60 giorni; tra le terapie più
incisive annoveriamo le infiltrazioni antalgiche medicate
3) evitare il sovrappeso corporeo e effettuare una regolare attività
sportiva, come il nuoto, riduce la durata degli attacchi dolorosi anche se
non la loro frequenza
4) il sollevamento di pesi consistenti, gli sport aggressivi (calcetto, ecc)
e quelli che comportano ruotazione del tronco (tennis ecc) e la posizione
seduta prolungata accelerano la degenerazione discale e, quindi, la possibilità
che si formino o aggravino situazioni erniarie
Vorrei sapere se la vertebroplastica è possibile eseguirla anche su un uomo di 85 anni con fratture alla colonna dovute ad osteoporosi subentrata per un trattamento ormonale, tutt'ora in corso, effettuato per un tumore alla prostata.
risposta
Le indicazioni alla vertebroplastica scaturiscono dalla sede e dal tipo di frattura (osteoporotica o da invasione tumorale, ma con conservazione del muro posteriore del corpo vertebrale). L'età e le condizioni generali del paziente influiscono più che altro sui rischi anestesiologici.
Sono un'uomo di 55 anni operato nel '97 di cisti liquorale a livello sacrale ( S2-S3 ). La cisti si è riformata subito dopo l'intervento e in questi anni ho fatto un pellegrinaggio da vari neurochirurghi della zona dove abito e cioè xxxx senza nessun consiglio risolutivo o risultato! Io continuo ad avere i miei disturbi e cioè lombalgie e sacralgie più o meno intense a volte irradiate a destra e a volte a sinistra, ultimamente ho anche problemi a livello vescicale ( sintomi di urgenza e frequenza ) le ultime visite fatte dall'urologo e da un neurochirurgo non escludono che i disturbi possano essere anche correlati alla compressione dellla cisti liquorale. L'ultima RNM dice : in regione sacrale si rileva ampia cisti aracnoideale a contorni irregolari che determina estesa erosione delle strutture ossee del sacro da S2 a S5. Sono state eseguite sequenze con effetto mielografico. Oltre alla cisti a livello lombare e sacrale non ci sono ernie nè artrosi ma solamente un lieve bulging posteriore del disco L4-L5. Con l'ultima visita, prima di questo esame, mi hanno proposto di nuovo l'intervento però decisone che spetta al sottoscritto! Chiedo anche eventualmente di sapere eventualmente un intervento in neuroendoscopia!
risposta
La patologia che descrive è un vero campo minato per
il chirurgo ( e il paziente). Gli interventi sono gravati da un elevata percentuale
di complicanze e, se non bastasse, da scarsi risultati per quanto attiene
la risoluzione dei suoi problemi. La neuroendoscopia potrebbe essere gravata
da una minore percentuale di complicanze, ma non con una maggiore percentuale
di risultati.
Tenga conto che molte persone presenatno alle RMN, eseguite per altri motivi,
cisti arcnoidee sacrali più o meno voluminose, con o senza erosione
ossea, e non hanno alcun disturbo. Inoltre, consideri, che diverse patologie
della regione coxo-lombosacrale, anche in assenza di alterazioni RMN possono
causare lombalgia e dolori irradiati.
Quindi, consiglio ai pazienti con cisti aracnoidee sacrali prima di riavventurarsi
in interventi dall'esito incerto, di ripetere tutte le terapie mediche, incluse
le infiltrazioni anesteiche loco-regionali.
Quanto detto ha carattere generale e potrebbe non essere aplicabile a lei
senza averla visitata e senza averere visto le sue lastre.
Ho 47 anni, mi è stata diagnosticata una mielopatia spondilogenetica da stenosi del canale vertebrale lombare. Ho dolori da circa diciotto mesi ed ho fatto un intervento di chemiodiscolisi senza apprezzabili risuktati. Gradirei, se possibile, conoscere unpotenziale percorso terapeutico, anche chirurgico, per cercare di risolvere il problema
risposta
La stenosi del canale lombare si verifica nella grande maggioranza
dei casi nei livelli da L3 a L5. Dato che il midollo partendo dal segmento
cervicale si estende fino D12-L1 lei non può avere una mielopatia (=
sofferenza del midollo). L'indicazione all'intervento perstenosi lombare scaturisce
abitualmente dalla sindrome di claudicatio neurologica che è caratterizzata
da un dolore irradiato e/o formicioli e/o perdita di forzaa d uno o entrambi
gli arti inferori che compare conla marcia e cessa dopo che ci si ferma. Raramnete
per lombalgia.
La chemiodiscolisi è un intervento che comunemente non è eseguito
per una stenosi del canale.
Quindi non posso esserle di grande aiuto, se non conosco i suoi disturbi,
se non la visito e se non vedo le lastre degli esami che ha eseguito.
Sono stata operata di ernia al disco L5-S1 un mese fa in seguito ad un lungo periodo di dolori acuti diventati insopportabili e refrattari a qualsiasi terapia antidolorifica. Dopo le prime due settimane di convalescenza senza dolori, questi sono riapparsi lentamente, ogni giorno di piú, lungo l'arto sinistro come prima dell'intervento. Quindi mi sono recata per un controllo all'ospedale, dove effettuata una CT, mi hanno confermato che l'ernia al disco é recidiva essendosi ripresentata esattamente nello stesso punto e che dovró essere rioperata al piú presto. Cchiedo gentilmente se puó confermarmi che l'unica soluzione é un ulteriore intervento, quali probabilitá di riuscita avró questa volta e se eventualmente non ci sono terapie o cure alternative alla chirurgia.
risposta
La recidiva erniaria è una complicazione relativamente
frequente dell'intervento per asportazione di ernia discale. Il rischio di
complicanze dell'intervento per recidiva è superiore a quello del primo
intervento, specie per quanto attiene deliquorazione e rischi di danno nervoso.
Comunque, prima di procedere all'intervento bisogna
1. confermare che il dolore alla gamba sia sicuramente correlato all'ernia
2. provare la cura della sciatalgia con le terapie non chirurgiche (farmacologiche,
fisioterapiche, infiltrative anestetiche loco-regionali), che hanno successo
in più del 50% dei casi.
Queste considerazioni hanno valenza generale e potrebbero non corrispondere
al suo caso. Quindi si faccia visitare da un esperto in chirurgia vertebrale.
Sono il figlio di un paziente maschio 64 anni affetto da spondilodiscite vertebrale dorsale, forse di origine tubercolare, ma che continua ad avere dolore alla colonna. Dovrebbe operarsi?
risposta
La tbc vertebrale raramente si presenta da sola. Solitamente
esistono vari gradi di interessamento polmonare.
L'indicazione al trattamento chirurgico delle lesioni vertebrali dipende dal
coinvolgimento neurologico e dall'instabilità vertebrale, ma anche
dalla gravità delle lesioni polmonari associate e dalla risposta del
paziente alla terapia antibiotica.
Sono un ragazzo di 23 anni che da 2 circa ha riscontrato una sciatalgia lombare, o meglio ancora la presenza di 3, e ripeto 3, ernie del disco a livello lombare, di cui la più grande è descritta nel seguente modo nell'esame di RM : presenza di formazi