lombalgia, sciatica, sciatalgia, cervicalgia, artrosi, infiltrazioni anestetiche, anestesie loco-regionali

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UNITA' OPERATIVA DI NEUROCHIRURGIA

 

U.O di Neurochirurgia vertebro-midollare e di applicazione delle Nuove Tecnologie

avvertenze

Ambulatorio di Terpia antalgica vertebro-midollare

Indicazioni: trattamento medico delle cause di

L'indicazione alla terapia antalgica deve essere sempre preceduta da accertamenti clinico (visita specialistica) - diagnostici. Infatti, trattare un dolore senza conoscerne le cause può avere delle conseguenze spiacevoli per il paziente, se il trattamento di questo dolore, invece, richiedeva un trattamento chirurgico, magari urgente. Quando il trattamento chirurgico di un dolore costituisce un opzione, ma non una necessità, andrebbe preferito il metodo di cura meno invasivo.

Il trattamento del dolore con infiltrazioni medicate loco-regionali ha un duplice scopo: diagnostico e terapeutico. I farmaci iniettati sono abitualmente una miscela di anestetico locale e antiflogistico (cortisonico).

- L'efficacia dell'infiltrazione, caratterizzata dall'immediata regressione del dolore lamentato, conferma che il generatore del dolore è proprio la struttura infiltrata.

- Il cortisone, invece, grazie alla sua potente azione antiinfiammatoria determina un effetto guaritivo sul focolaio infiammatorio causa del dolore, che si manifesta con la persistenza dell'effetto lenitivo sul dolore. Talvolta, tra la fine dell'efficacia del farmaco anestetico (dopo circa 6 ore) e l'inizio dell'azione dell'anti-infiammatorio (dopo 12-24 ore) si può avere una transitoria recrudescenza del dolore.

Il farmaco anti-infiammatorio più usato è il cortisone.

-La somministrazione orale o intramuscolare del cortisone determina una distribuzione del farmaco in tutto il corpo. Spesso, però, i livelli tissutali del farmaco in corrispondenza dei focolai infiammatori articolari non sono sufficientemente alti per determinare lo spegnimento della flogosi, mentre, invece, nei tessuti di altri organi sono già sufficientemente elevati per causare complicanze (p.e. ulcera peptica nell'apparato digerente superiore).

-Con le somministrazioni locali di cortisone, invece, l'unicità della somministrazione (viene eventualmente ripetuta dopo 7 - 15 giorni) e la inoculazione di piccole quantità di cortisone - rispetto alle dosi utilizzate con la via orale e intramuscolare - , che però sono concentrate in corrispondenza del focolaio infiammatorio generatore del dolore, mentre si diluisconoi, invece, nel resto del corpo, consentono di ottenere una ottima risposta antiflogistica locale, ma anche che di questa forma di terapia si possano avvantaggiare soggetti con controindicazioni all'uso orale, intramuscolare o endovenoso del cortisone, come quelli affetti da ulcera peptica o diabete mellito.

La terapia antalgica mediante infiltrazioni loco-regionali medicate si indirizza abitualmente ai focolai generatori del dolore, ma si è costatata una valida azione antalgica, anche, indirizzandola su radici, plessi e nervi periferici, che presentano un collegamento nervoso con il focolaio generatore del dolore.

Focolai generatori del dolore approcciabili con infiltrazioni loco-regionali medicate

Prolungamenti nervosi ad origine vertebrale

Per agevolare l'esatta localizzazione del focolaio generatore del dolore o del prolungamento nervoso, oltre ai punti di repere osteo-cutanei, ci si avvale di

Le patologie che sono in grado di determinare lombalgia e/o sciatalgia sono molteplici. Un protocollo di diagnosi differenziale e il protocollo prisma.

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ultimo aggiornamento 02.01.2008