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UNITA' OPERATIVA DI NEUROCHIRURGIA
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Che cosa è la spasticità?
Si intende con questo termine un aumento inappropriato del tono muscolare
in determinati gruppi di muscoli, tale da rendere i movimenti difficili o impossibili.
Questa condizione si sviluppa, generalmente, a carico di muscoli colpiti da
paralisi.
Le cause possono essere svariate malattie, sia del cervello sia del midollo
spinale,di natura:
-
traumatica
-
anossica
-
vascolare
-
infiammatoria
-
metabolica
La spasticità va trattata, non soltanto, per recuperare l'ampiezza dei movimenti,
ma per consentire un maggiore recupero funzionale degli arti. La riduzione della
spasticità consente di migliorare l'assistenza al paziente e di prevenire quelle
deformazioni osteo-articolari e muscolo-tendinee, che la esagerata contrattura
dei muscoli provoca a lungo andare.
Nei pazienti che presentano già contratture, accorciamenti tendinei e deformazioni
articolari il trattamento della spasticità riduce il ricorso alla chirurgia
correttiva ortopedica.
Infine, si è visto che la riduzione della spasticità nel bambino con paralisi
cerebrale si accompagna, non soltanto al miglioramento della funzionalità degli
arti paretici, ma anche a quello delle funzioni superiori quali il linguaggio
e l'apprendimento.
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Ambulatorio della spasticità
Il momento fondamentale dell'attività ambulatoriale è costituito dalla prima
visita. In questa occasione viene
-
raccolta l'anamnesi,
-
eseguito l'esame obiettivo generale e neurologico,
-
effettuata la diagnostica differenziale dei sintomi simili a quelli della
spasticità,
-
controllata, qualora fosse necessario, la diagnosi etiologica (anche con
la richiesta di nuovi accertamenti) e
-
stabilita la terapia più opportuna.
Se non è possibile praticare terapie dirette alla causa del disturbo,
si procede con :
presentazione
ambulatorio della spasticità (1°Simposio
Multidisciplinare sulle Alte Tecnologie al Servizio del Cittadino)
Come contattare l'ambulatorio?
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Terapia farmacologica
I farmaci attivi sulla spasticità sono numerosi. Alcuni di essi agiscono sul
sistema nervoso centrale, altri sui muscoli periferici. La loro azione è associata
ad effetti collaterali spesso importanti così che la maggioranza di essi è adatta
soltanto come coadiuvante nella terapia della spasticità. Per ottenere effetti
terapeutici validi, in assenza di disturbi collaterali, è necessario ricorrere
alla somministrazione del farmaco per via intratecale.
Trattamenti fisioterapici
La pratica di esercizi di fisioterapia e di rieducazione neuro-motoria, per
un numero adeguato di ore al giorno, rimane un cardine della terapia della spasticità.
Mediante gli esercizi di stiramento dei muscoli si cerca di aumentare e mantenere
ampia l'escursione dei movimenti negli arti spastici. Con adeguate ortosi si
mantengono i risultati raggiunti.
Bonifica dei fattori aggravanti
Molteplici condizioni morbose, frequenti nel paziente spastico con deficit neurologici,
quale p.e. la cistite, rappresentano spine irritative che accentuano la spasticità.
Il loro riconoscimento e la loro correzione determinano spesso la riduzione
della spasticità senza dovere aumentare il dosaggio dei farmaci o ricorrere
ad altre terapie aggiuntive.
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Infiltrazioni con tossina botulinica
Trovano
indicazione nelle forme di spasticità non diffuse, ma circoscritte a isolati
gruppi muscolari (blefarospasmo, emispasmo del facciale, torcicollo etc)
Impianto di pompa di infusione intratecale di baclofen

Quando i trattamenti farmacologici comuni, i trattamenti fisioterapici e la
bonifica dei fattori aggravanti non sono sufficienti a ridurre adeguatamente
le forme di spasticità diffusa, è indicata la somministrazione intratecale di
baclofen, un potente antispastico ad azione centrale che, iniettato nel liquido
che avvolge il midollo spinale, al dosaggio di microgrammi, esercita un ottima
azione contro la spasticità riducendo al minimo gli effetti collaterali
sistemici.
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